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Bce su Mutui: i tassi si manterranno ancora bassi

Le famiglie italiane tirano un sospiro di sollievo. L’informazione giunge dalla Bce e riguarda il credito al consumo e il settore mutui. La politica espansiva proseguirà almeno fino al settembre 2018, contribuendo così a mantenere bassi i tassi delle obbligazioni. Allo stesso modo anche i tassi del mercato monetario a breve e lungo termine si manterranno bassi. Una buona notizia per i mutuatari o per chi ha acceso un prestito non ipotecario sotto le varie modalità di credito al consumo.
Una politica che porterà le banche a favorire i propri clienti con prodotti sempre più vantaggiosi, con tassi fissi al di sotto del 2% per mutui quanto meno ventennali, mentre per i tassi variabili si oscillerà tra lo 0,60% e lo 0,80%. Molti istituti di credito offrono spread sotto l’1%, per mutui sotto il 60% del valore degli immobili, come accadeva non meno di 10 anni fa con un euforico mercato immobiliare e dei prestiti ipotecari. C’è da dire che il tasso di interesse del mutuo è in parte dovuto non solo allo spread stabilito dall’istituto di credito bensì anche dai tassi del mercato monetario. Per questo motivo la decisione di Bce di prolungare la sua politica espansiva fa ben gioire i mutuatari.
Dunque Euribor ed Eurirs che risentono dell’andamento del tasso sui depositi, saranno contenuti e di sicuro per il fatto che il tasso sui depositi non vedrà un rialzo prima del 2019, mentre si temeva un rialzo già dal prossimo anno.
Ora come ora, coloro che stanno stipulando un mutuo a tasso variabile non hanno da temere sorprese.
Del resto i future (scambiati sul mercato londinese Liffe) che proiettano l’Euribor a 3 mesi da
qui a 5 anni indicano ora un ritorno su valori positivi solo nel 2020.
Il direttore marketing di MutuiOnline.it, Roberto Anedda dichiara:
«Per quanto tali previsioni siano da considerarsi unicamente indicative e passibili di notevoli cambiamenti nel corso del tempo, quello che appare chiaro è che il periodo di ampia disponibilità di capitali a costi minimi si allunga ulteriormente».
Se si gioisce per i mutui a tasso variabile, buone notizie giungono anche sul fronte dei mutui a tasso fisso. Se la Bce continuerà a comprare titoli di Stato almeno anche per il prossimo anno vorrà dire che anche i tassi dei Bund resteranno bassi. La riprova è arrivata quando, dopo le parole del governatore Draghi, il tasso del decennale tedesco è sceso di 0,06 punti percentuali fissandosi allo 0,42%. Dato che gli indici Eurirs (sulla base dei quali viene stabilita l’entità del tasso fisso del mutuo nel giorno della stipula) seguono da vicino quelli del Bund, vuol dire che anche le nuove offerte (così come le proposte di surroga) a tasso fisso resteranno competitive, o costeranno ancora meno.
L’altra faccia della medaglia della politica espansiva della Bce è che i conti di deposito continueranno ad avere tassi nominali molto bassi. Ma nella maggior parte dei casi comunque più alti rispetto ai tassi sottozero a cui viaggiano ora i BoT, storici rivali delle giacenze remunerate da parte delle banche.
(FONTE Vito Lops, Il Sole 24 ORE –Estratto da “Primo Piano”, 27 ottobre 2017)